Le 150 miglia più dure al mondo


Questo territorio è tra i meno impenetrabili del pianeta ed estremamente pericoloso. E’ una fitta giungla dove non ci sono strade da percorrere; brulica di insetti, animali pericolosi e quasi tutti dovrebbero starci lontano solo per questi motivi. Se siete in cerca di avventura, dovete cercare altrove! Inoltre è frequentato da eserciti paramilitari, trafficanti di droga, migranti illegali, tribù indigene e tutti potrebbero essere avversi!.

La Panamericana è una mitica strada che collega l’estrema punta a nord dell’Alaska con il capo estremo della Patagonia, che detiene il record per la strada più lunga al mondo. Questo percorso di oltre 25.000 chilometri che attraversa 20 stati e 10 ecosistemi differenti, venne pensato già nell’Ottocento come rete ferroviaria e successivamente definito e costruito nel corso della prima metà del Novecento. Se avete intenzione di intraprendere questo entusiasmante viaggio via terra, sappiate che prima di mettervi in viaggio è fondamentale il contatto diretto con tutte le amministrazioni turistiche e doganali locali per poter viaggiare in sicurezza, abbinandolo a un’ottima preparazione fisica.

Inoltre è importante sapere che la strada e’ interrotta per circa 150 miglia!

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Infatti a dieci ore a sud-est di Panama, la Panamericana attraversa la giungla, si accartoccia in un sentiero e muore nei pressi di Yaviza, per risorgere in Colombia nei pressi di Turbo. Tra i due paesi c’è una fitta giungla chiamata Darien, il più esteso di tutti i parchi nazionali di Panama, un regno vasto e primitivo tra i meno inesplorati del pianeta, con una superficie di circa 6000 chilometri quadrati. In questo luogo inoltre, non ci sono strade a motore ufficiali percorribili ed è popolato da animali pericolosi, per tutti questi motivi sarebbe opportuno stare lontano da questi luoghi. E’ necessario tenere in considerazione che il Darien è frequentato da: trafficanti di droga, eserciti paramilitari, migranti illegali, tribù indigene, e tutti questi gruppi di persone potrebbero non essere favorevoli al turismo! Se state cercando l’avventura… andate a trovarla altrove!

Poiché il Darien ostacola tutti i viaggiatori via terra tra il nord e il sud America, si è guadagnato il nome di “Darien Gap”.

MAPPA DARIEN

La storia dell’esplorazione del Darién comprende molti episodi pittoreschi e disastrosi. Alla fine del XVII secolo mentre le grandi potenze europee come Spagna e Inghilterra erano intente a colonizzare vaste aree sul pianeta, il primo paese a tentare l’impresa di esplorare l’istmo del Darien fu la Scozia, che si trovava in un periodo difficile sia a livello politico che economico. Un piano ambizioso fu ideato per stabilire una colonia chiamata “Nuova Caledonia” nella speranza di stabilire scambi commerciali con l’estremo Oriente. La spedizione salpò nel luglio del 1698, con a bordo circa 1300 persone, che dopo essersi stabilite sulla terraferma furono ostacolate dal clima equatoriale della regione, combinato a una scarsa organizzazione della spedizione. Questi fattori causarono presto la diffusione della febbre malarica e la successiva morte di molti coloni. Nel luglio dell’anno successivo la colonia fu abbandonata e solo 300 coloni sopravvissero e tornarono in Scozia. Caledonia mapNel 1850 il mondo intero immaginava il Darien come il sito per un glorioso canale che collegasse l’oceano Atlantico con il Pacifico (il canale di Panama non era ancora stato costruito), pertanto Isaac Strain, un giovane ambizioso tenente della Marina degli Stati Uniti, si mise al comando di una spedizione esplorativa nella speranza di individuare la via definitiva attraverso l’istmo di Panama. Purtroppo i membri della spedizione caddero in rovina ingannati da false mappe di un fraudolento precedente esploratore. La spedizione dovette affrontare due catene montuose non mappate, popolazioni native ostili e un calvario di fame, stanchezza e malattie, con la disperazione finale dove alcuni uomini cospirarono per commettere cannibalismo. Il resoconto dettagliato delle vicende della spedizione capitanata da Isaac Strain è narrato nel  libro “The Darkest Jungle”.

La prima traversata veicolare del Darien Gap fu fatta nel 1960 con un Land Rover (La Cucaracha Cariñosa), una Jeep della Trans-Darién Expedition, guidata da Amado Araúz con altre 3 persone tra cui sua moglie. Lasciarono la località di Chepo a Panama il 2 febbraio e raggiunsero Quibdó in Colombia il 17 giugno in 136 giorni. Per superare la giungla fu necessario costruire ponti e zattere, percorrendo gran parte della distanza sul versante Colombiano navigando lungo sul fiume Atrato.

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Ai giorni nostri, la maggior parte dei viaggiatori non incontra il Darien Gap, infatti in entrambe le direzioni si può prendere un aereo o un’ imbarcazione per raggirare le 150 miglia di ignoto che separano il continente. Se siete intenzionati a raggirare l’ostacolo via mare, considerando la direzione Colombia-Panama: dovrete arrivare a Turbo o Necoclì ,e con un ferry dirigervi Capurganà. Da quì (eventualmente da Sazurro o La Miel, raggiungibili in barca o a piedi da Capurganà) dovrete dirigervi a Puerto Obaldia. Successivamente prendere un’altra imbarcazione, e in 8 ore di navigazione raggiungerete Puerto Carti, poi via terra verso Panama City.

Se invece volete provare la strada via terra, sappiate che nel Darien Gap; potreste avere poche chance di cavarvela, eccetto che non siate esperti di sopravvivenza in ambienti tropicali e amanti del rischio. Per oltrepassarlo ci vorranno un minimo di 7 giorni di trekking, su un territorio con un tasso di umidità che può arrivare al 90%. Sarete circondati da habitat naturali che possono variare da: foresta di palme, zone paludose, coste rocciose e foresta pluviale di mangrovie. Considerato l’alta percentuale di terreno paludoso; ci saranno fiumi da attraversare senza l’ausilio di barche e ponti, che a seconda della stagione potrebbero avere delle portate molto considerevoli. Il Darien contiene una straordinaria varietà di fauna selvatica, tra cui: i tapiri, i formichieri, vari tipi di scimmie, ed è considerata tra le migliori zone al mondo per il birdwatching, infatti si possono vedere un’ incredibile varietà di uccelli tra cui rarissima aquila Arpia e varie specie di pappagalli Ara. Tra la fauna poco amichevole si possono incontrare: coccodrilli, caimani, giaguari, vari specie di serpenti tra cui il Terciopelo (Bothrops asper), la vipera che miete più vittime in centro America. Tra i tanti anfibi che vivono in questa zona si può imbattere nella rana Dorata o rana freccia (Phyllobates terribilis), una specie tossica, la cui pelle è ricoperta da un velenoso alcaloide di origine vegetale che veniva usato dagli antichi Indios per costruire dardi avvelenati per cacciare. Tra gli insetti non mancano le zanzare portatrici di Malaria, Febbre Gialla e Dengue, le dolorose formiche di fuoco e la mosca antropofaga Botfly (Dermatobia hominis), che la particolarità e deporre le uova sulla pelle di animali o essere umani, insinuandosi nei tessuti sottocutanei nel corpo dell’ ospite che funge da incubatrice.

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Il Darien Gap è anche la roccaforte degli eserciti paramilitari colombiani come la FARC, (Forza Armata Rivoluzionaria Colombiana) e l’ ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), che dopo il cessate il fuoco nel giugno del 2016, hanno praticamente messo fine alla guerra civile nel paese che iniziò nel 1964. Nel conflitto i due nuclei politici contrapposti furono: lo stato Colombiano, che rappresenta tuttora la parte urbana e più ricca del paese, e gli eserciti paramilitari composti dalla parte più rurale e povera della popolazione che vive tuttora di espedienti, tra cui la coltivazione della pianta di coca. La FARC è tristemente nota per l’arruolamento di minori tra le proprie file, si stima fecero parte dell’esercito più di 4000 minorenni, oltre alle migliaia di soldati già arruolati. Per il reclutamento dei minori venivano solitamente scelti i figli di contadini che abitavano nelle zone più remote del paese, che venivano attratti con l’inganno con false promesse di denaro di una vita facile. Una volta arruolati le giovani reclute venivano addestrati a combattere e uccidere, e puniti con la morte tramite fucilazione in caso di diserzione. Questi eserciti paramilitari sono parzialmente finanziati da narcotrafficanti che controllano il territorio e utilizzano i fiumi e i moli che collegano le paludi del Gap come corridoi per il trasporto degli stupefacenti, e talvolta rapiscono chi è abbastanza avventuroso da inoltrarsi nel Darien. Si contano più di 70 sequestri e richieste di riscatto negli ultimi anni.

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Anche molti migranti attraversano il Darien Gap, arrivando principalmente dalla Colombia giungendo nella periferia meridionale della giungla con relativa facilità, a causa delle politiche di immigrazione permissive di alcuni paesi sudamericani. La prima tappa è spesso il Brasile, che gode di una legge favorevole sui visti reciproci. I gruppi più numerosi provengono dal Medio Oriente e dal centro Africa, ma anche da India, Cina e Nepal. La stragrande maggioranza degli extra-continentali sono giovani uomini tra i venti e trent’anni che fuggono dal loro paese di origine per sconvolgimenti politici che causano guerre e povertà estrema, o da disastri naturali causati anche dai cambiamenti climatici. Cercano di superare le frontiere anche illegalmente, con la speranza di entrare negli Stati Uniti con l’obiettivo di costruire una nuova vita e inviare denaro alle proprie famiglie. Molto spesso, una volta che i migranti arrivano in Brasile, non hanno un piano fisso per i loro prossimi spostamenti e devono calcolare da soli il percorso verso nord. Lo fanno usando il loro ingegno, i loro pochi soldi, le informazioni da amici che hanno già fatto il viaggio (più comunemente ricevuti tramite messaggi di WhatsApp o post di Facebook), accedendo a una rete liberamente affiliata di contrabbandieri che trovano lungo la strada conosciuti come “Coyote” che con poche centinaia di dollari fanno da guida attraverso questo difficile territorio, dove l’impegno fisico del trekking è la più grande sfida.

Periodicamente alcuni presidenti Colombiani approvano il progetto per  la costruzione della strada che attraverserebbe il parco nazionale del Darien, che è riconducibile a pressioni del narcotraffico che renderebbe  la via del traffico di stupefacenti più agevole. Penso che la comodità di attraversare con una strada il continente Americano, i benefici economici che può portare, non sia barattabile con la preziosa biodiversità dell’area e il rispetto per le popolazioni indigene native degli Embera, Wounaan e Kuna che abitano questo luogo da sempre.

Tutti i diritti riservati Bhutadarma®

 

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