Rambo rivive in Papua Nuova Guinea


La Papua Nuova Guinea, è la seconda isola più grande del mondo dopo la Groenlandia, è il regno della complessità, la cui estrema varietà ambientale si riflette nella frammentazione di popoli, di lingue, di costumi e di usanze come in nessun altro paese al mondo. E’ un caleidoscopio etnico, un mosaico linguistico e culturale: poco più di sette milioni di abitanti tra Papua Nuova Guinea e Irian Jaya nel loro insieme parlano quasi mille idiomi differenti, circa un quinto di tutti quelli parlati sul pianeta. Qui tra angoli di preistoria nascosti dal tempo e dalla natura, sopravvive ancora qualcosa dell’essere umano originario, colui che deve quotidianamente adoperarsi per risolvere i problemi relativi al cibo e alla sopravvivenza.

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Un territorio ostile e privo di collegamenti di qualsiasi genere, lontano quanto più possibile dall’occidente e apparentemente privo di ricchezze facilmente esportabili, e la sinistra fama degli autoctoni come antropofagie tagliatori di teste hanno protetto gli abitanti di questo preistorico eden fino alla fine del secondo millennio. Negli anni ottanta sono state scoperte tribù di cui non si conosceva l’esistenza, che utilizzano il linguaggio dei gesti come forma di comunicazione. Sono ancora centinaia i popoli sconosciuti dell’ Irian Jaya, molti dei quali stanno scomparendo. Un caso emblematico è quello dell’isola Bougainville, una grande isola situata a est della Papua Nuova Guinea. In quest’ isola, da sempre la vita degli abitanti è basata sull’agricoltura, sulla pesca e sulla coltivazione del cacao. Il concetto di proprietà individuale è a loro estraneo: foreste e fiumi appartengono a diversi clan che hanno diritti di sfruttamento comuni. Un tempo paradiso tropicale e anche estremamente ricca di depositi di rame: nel 1963 alla compagnia estrattiva australiana Rio Tinto fu concessa una licenza di estrazione mineraria.

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Da allora alcuni geologi incominciarono l’attività di esplorazione, senza consultare la popolazione indigena. Su parere dell’antropologo D.Oliver, professore all’università di Harvard, alla compagnia australiana venne indicato che avrebbe avuto a che fare con un popolo primitivo e superstizioso, che si sarebbe presto abituato alla presenza della compagnia. La popolazione locale iniziò invece a esprimere la propria opposizione, fronteggiando fisicamente le attività dei tecnici. Alle incessanti pressioni dell’amministrazione coloniale che sottolineava l’importanza dello sfruttamento dei giacimenti di rame per la costruzione di una base di risorse per lo sviluppo nazionale, i clan locali risposero che il rame sarebbe rimasto inutilizzato per altri venti anni fino a quando i loro figli fossero stati in grado di decidere per gli interessi del proprio popolo. Tra il 1988 e il 1997 queste continue tensioni sfociarono in una guerra civile tra il governo della Papua Nuova Guinea e il movimento per l’indipendenza dell’ isola di Bougainville. I combattenti del governo erano stati addestrati in Australia e potevano avvalersi di elicotteri, mortai e mitragliatrici pesanti; mentre il fronte opposto rappresentato da un migliaio di ribelli equipaggiati con fucili fatti in casa così grezzi che spesso si inceppavano o si spezzavano dopo aver sparato i loro primi colpi. Si aggiunsero al loro magro arsenale il foraggiamento di bombe inesplose, che erano state sganciate cinquant’anni prima dai giapponesi durante la Seconda guerra mondiale, che giacevano come enormi fossili sotto le macerie della foresta pluviale ricoperti di licheni e rami caduti.

Nel diario della campagna di Bougainville, il suo resoconto dettagliato ed emotivo della prima parte della guerra, l’ufficiale di intelligence papuana “Yauka Aluambo Liria” ha spiegato che i suoi avversari si sono modellati su Rambo il protagonista dell’omonimo film.

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La tipicità di queste popolazioni di Bougaville, in particolare della tribù dei Kamula, ha sviluppato una unicità nella devozione per il protagonista del film Rambo; l’attore Sylvester Stallone. Essi amano sia le sue caratteristiche fisiche: tentavano di imitare, i gesti come ad esempio la bocca storta e l’abitudine ad avere i capelli lunghi legati. sia prendendo spunto per tattiche di guerra, infatti al posto di un’adeguata uniforme indossavano la stessa tipica fascia rossa indossata dall’eroe del film. Molto prima che si chiamassero “l’esercito rivoluzionario di Bougainville”, i guerriglieri dell’isola erano conosciuti come i “Rambos”. L’epitome dell’imperialismo americano divenne il simbolo di una lotta per guidare l’imperialismo a Bougainville. Il personaggio di Rambo ha sempre avuto un grande fascino anche nel mondo occidentale: ha ottenuto consensi dalla destra americana. Negli anni ’80, quando l’amministrazione di Ronald Reagan stava surriscaldando la Guerra Fredda con il suo programma Scudo spaziale (Star wars) e le guerre in Nicaragua e Afghanistan, Rambo sembra incarnarne la bellicosità americana. Reagan citò John Rambo durante un discorso sul taglio delle tasse nel 1985, e pochi mesi dopo invitò Sylvester Stallone a cena alla Casa Bianca. L’abitudine di Rambo di uccidere asiatici, arabi e altri non bianchi non gli ha impedito di conquistare un enorme pubblico nel Terzo mondo. Molti osservatori hanno lamentato la sua popolarità, vedendolo come un esempio dell’imperialismo culturale americano. Per esempio, nel suo libro del 1988 Video Night in Kathmandu , l’autore scrive del fatto che Rambo avesse conquistato il popolo asiatico con le sue gesta.

Un rapporto in Papua Nuova Guinea del 2014, ha rivelato alcune statistiche sorprendenti sui tipi di film che la gente sta guardando. Le produzioni americane di film d’azione dominano la lista dei più popolari, costituendo 14 tra i primi 20. Al primo posto risulta Rambo, a seguire altri film di azione/guerra interpretati da attori come Van Damme, Chuck Norris (Delta force) e Arnold Schwarzenegger (Commando) a seguire film romantici nigeriani (True love) di Nollywood. La rete di CD house è diventata parte integrante dell’industria dell’intrattenimento informale nelle Highlands, conosciute localmente come “haus piksas”, sono capanne attrezzate di televisori e videoregistratori, spesso gli unici luoghi con elettricità di notte nei piccoli villaggi per raduni comunitari, abbinati a piccoli mercati .
Un altro esempio si ha nei tipici ritrovi nell’arcipelago di Tonga, i Club Kava. Qui Rambo cessa di essere il freddo mercenario degli anni ’80, e diventa invece un assistente della Forza di Difesa Tonga mentre combatte l’Esercito Imperiale Giapponese attraverso le montagne e le foreste della Melanesia durante la Seconda Guerra Mondiale. Rambo inoltre viene “reistorizzato” in molti altri film di Bollywood in India.
I Dead Kennedys, una band punk americana, ha riassunto la risposta della sinistra americana a Rambo nella loro canzone ‘Rambozo the Clown’, che ha condannato il personaggio come un “ragazzaccio” che riscrive la storia con un mitragliatore.

Se l’interesse dei media tradizionali per la crisi di Bougainville è stato pressoché inesistente, il conflitto nel’ isola di Bougainville è considerato una guerra dimenticata, poichè è poco conosciuto, nonostante il suo alto costo della vita dovuto alla repressione governativa, circa 20000 persone hanno perso la vita (il 10% della popolazione locale prima del conflitto). Nel 2001 fu firmato un accordo di pace, che prevedeva il disarmo, la creazione di un governo autonomo e lo svolgimento di un referendum per l’indipendenza dell’isola a seguito di un periodo di autonomia. Di fatto, la regione autonoma prese vita dopo l’approvazione della sua Costituzione, nel Dicembre 2004. L’attuale presidente (2001) è John Momis. La principale miniera di rame (Panguna) è tuttora chiusa e oggetto di discussioni.

Tutti i diritti riservati Bhutadarma®

 

 

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2 thoughts on “Rambo rivive in Papua Nuova Guinea

  1. E così quel Rambo che tanto schifavo, giudicandolo il sottoprodotto di una sottocultura, in realtà lo stavo sottostimando? È proprio vero che è sempre meglio guardare cosa c’è sotto sotto. In questo caso un risvolto “rambesco” inimmaginabile, almeno per me. Grazie

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