Vermi bioluminescenti coleotteri armati e formiche zombie


Da sempre sono affascinato dall’etologia; ma soprattutto sono attratto dai comportamenti estremi che gli esseri viventi sviluppano per sopravvivere. Stando agli studi effettuati dai ricercatori, i comportamenti strani degli animali possono essere determinati sia dalla loro genetica; che acquisiti in base all’habitat in cui vivono. Ad ogni modo, che siano comportamenti istintivi o acquisiti, è ben risaputo che alcuni animali hanno dei comportamenti davvero strani e insoliti. Qui di seguito riporto tre esempi di comportamenti di insetti che mi hanno molto colpito; di cui uno sono stato anche partecipe in Nuova Zelanda.

Glow-worms

I Glow-worms (Arachnocampa luminosa) sono sicuramente gli insetti più interessanti della fauna della Nuova Zelanda. Sono presenti in tutto il paese soprattutto in grotte calcaree. Ma anche in gallerie minerarie inutilizzate, lungo rive di torrenti, in umidi anfratti e sotto fronde di albero di felce nelle foreste pluviali. La grotta che ospita glowworm a Waitomo è diventata famosa nel mondo a causa delle decine di migliaia di lucciole larve che vivono sulle pareti, soffitti e stalattiti.awahunting_screen Al suo interno si vedono una miriade di piccole luci azzurre. Sembra di camminare sotto un meraviglioso cielo stellato; invece è la volta di una grotta. La fauna  delle caverne ha dovuto adattarsi al buio assoluto e alcune specie hanno saputo sfruttare queste condizioni a loro vantaggio. Dal soffitto pendono a centinaia  sottilissimi fili luccicanti. La grotta sembra decorata da splenditi fili di perle. Ma e’ solo una trappola! Le larve di Arachnocampa luminosa adoperano questi fili impalpabili come lenze per catturare le prede. Ogni filo è prodotto dalle ghiandole nella bocca dell’insetto ed è mantenuto in tensione da goccioline di muco. Ogni larva di queste lucciole delle grotte produce decine di fili. Dopo aver posizionato le sue lenze la larva aspetta sdraiata su una specie di amaca  di muco come un pescatore paziente.

Oltre alla lenza ci vuole  pero’ un’esca!

La luce bluastra  e’ il risultato di una reazione chimica che avviene all’interno in una speciale  capsula posta nella coda dell insetto. In questo modo la parte  posteriore della lucciola  si illumina e brilla. Ecco come si spiega il cielo stellato. Questi puntini luminosi attraggono irresistibilmente gli insetti e quando si avvicinano alla luce restano intrappolati nei fili appiccicosi. E una volta che abboccano non hanno più scampo. La lucciola deve solo riavvolgere la lenza e tirarlo su per poi e mangiarselo pian piano ancora vivo. Con questa tecnica le larve di Arachnocampa luminosa hanno risolto il problema fondamentale che si pone alle creature delle grotte. Trovare una fonte di sostentamento.

 

Coleottero Bombardiere

Il coleottero bombardiere australiano (Brachininae) è lungo meno di due centimetri, ma è famoso per il suo speciale meccanismo di difesa. Se minacciato, questo insetto spruzza un getto bollente e maleodorante di liquido e vapore dall’estremità posteriore del corpo; in questo modo tiene alla larga formiche, ragni, uccelli e persino rane.

Questo coleottero è dotato di un paio di ghiandole che si aprono all’estremità dell’addome. Ogni ghiandola è provvista di una vescicola, in cui si concentrano un composto acido e perossido di idrogeno, e di una camera di reazione, dove sono presenti enzimi disciolti in acqua. Per difendersi l’insetto fa passare la soluzione dalle vescicole nelle camere di reazione, dove si innesca una reazione chimica. Il risultato? Sostanze chimiche nocive, acqua e vapore a una temperatura di circa 100°C  vengono spruzzati sul nemico. Le camere di reazione non raggiungono il millimetro di lunghezza, eppure il coleottero è in grado di variare la velocità, la direzione e la densità dello spray tossico.awahunting_screen
I ricercatori hanno studiato il coleottero bombardiere per sviluppare spray più efficaci ed ecologici. Hanno scoperto che il coleottero usa non solo valvole di immissione unidirezionali per far entrare le sostanze chimiche nelle camere di reazione, ma anche una valvola limitatrice della pressione per espellerle. Gli ingegneri sperano di usare una tecnologia ispirata al meccanismo di difesa del coleottero bombardiere nei motori delle auto, negli estintori e anche in apparecchi per la somministrazione dei farmaci, come gli inalatori.

Andy McIntosh, dell’Università di Leeds, in Gran Bretagna, afferma:

“Abbiamo studiato il coleottero da un punto di vista fisico e ingegneristico come nessuno aveva ancora fatto, ma non avevamo la più pallida idea di quanto avremmo imparato”.

Le operazioni “eseguite” dal coleottero non possono essere portate a termine dagli uomini, a meno che non siano dei chimici.  I quali indubbiamente possono fare questo tipo di operazioni, ma certo non all’interno dei loro corpi, e solo nei loro laboratori!

 

Formiche Carpentiere

Questa incredibile scoperta risale al 2012, e riguarda le formiche carpentiere (Camponotus leonardi), una specie tropicale che vengono infestate da un fungo (Ophiocordiceps unilateralis). Il sistema nervoso centrale degli insetti viene attaccato, queste perdono il loro autocontrollo e in pratica vengono trasformate in zombie che vanno a morire in massa (20-30 corpi in un metro quadrato) in aree dove il fungo può prosperare nelle condizioni ottimali.awahunting_screen Oltre ad attaccare il sistema nervoso centrale, il fungo infetta anche i muscoli. Gli studiosi  analizzando le formiche che vivono sulla copertura forestale in Thailandia  hanno scoperto che, a differenza delle formiche sane che raramente lasciano la fila, quelle infestate sembrano procedere a caso e non trovano più la strada del formicaio. Inoltre le contrazioni muscolari le fanno cadere dagli alberi. Al suolo la temperatura è minore e l’umidità maggiore: le condizioni ottimali per il fungo. Una volta cadute, quando le formiche cercano di mordere la nervatura centrale delle foglie, il fungo determina la contrazione dei muscoli mandibolari in modo che le formiche restino attaccate alle foglie. Così lentamente muoiono e dalla loro testa spunta l’organo del fungo dal quale si propagano le spore.

Recentemente è stata fatta una scoperta  pubblicata sulla rivista scientifica Plos One ancora più incredibile: il fungo zombie è a sua volta infestato da un altro fungo, che in pratica salva le formiche.

La nuova scoperta è che l’O. unilateralis è a sua volta parassitato da un altro fungo, che ne impedisce la propagazione delle spore e quindi in ultima analisi fa diminuire la possibilità che le formiche carpentiere ne vengano contagiate. Gli studiosi hanno visto infatti che solo il 6,5% delle spore del fungo-zombie parassitato dall’altro fungo risulta vitale, limitando la diffusione del fungo-zombie.

 

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