INCOTATTATI


Forse non tutti sanno che sulla terra  esistono ancora poche etnie  che non hanno mai avuto contatti con la società civilizzata. Esempi di queste tribù si trovano in quattro continenti: Asia, Oceania, America settentrionale e America meridionale. Tali gruppi umani, pur essendo la loro conoscenza di indubbio interesse antropologico, non vengono contattati dagli studiosi per scelta di questi ultimi: potrebbero infatti contagiare gli indigeni con virus per i quali il loro sistema immunitario non è preparato e provocarne l’estinzione. Come è già successo in passato con la colonizzazione degli spagnoli in America; che malattie comuni in Europa come infezioni o influenze, decimarono le popolazioni conquistate. awahunting_screen

C’è un’eccezione tra gli “incontattati” dei giorni nostri. Un piccolo popolo che vive  in una regione isolata. L’isola in questione, non è citata  in alcun libro ne fiction televisiva o documentario naturalistico. E‘ la patria di una tribù di indigeni,  la cui consistenza demografica è stimata essere tra i 20 e i 100 individui. E’probabilmente  uno dei rarissimi popoli sulla terra che rimane  più “genuinamente isolato” a non aver subito nessuna influenza dalla civiltà moderna. Ha avuto solo sporadici contatti a distanza con popolazioni esterne, in particolare in occasione di missioni governative o di studio; accolte con lancio di frecce da parte degli abitanti che respingono da sempre  qualsiasi contatto.

L’isolamento biologico e geografico li rende un elemento prezioso per lo studio dell’evoluzione dell’uomo. La loro propensione a uccidere gli intrusi è ciò che li ha aiutati a mantenere intatto il loro status, ma è anche il maggiore ostacolo per i ricercatori. Il governo locale ha più volte dichiarato di non avere nessuna intenzione di interferire con lo stile di vita e l’habitat degli abitanti. Anche se è probabile che essi abbiano sofferto gravemente gli effetti di  un maremoto nel 2004. La loro sopravvivenza è stata confermata quando, alcuni giorni dopo l’evento, un elicottero del governo ha sorvolato l’isola venendo preso di mira come consuetudine dal lancio di frecce dagli abitanti.

Hanno una religione? Sanno scrivere ? Sanno dell’esistenza dell’ invidia? Del  senso di colpa? L’amore? La generosità? Sculacciano i loro figli? Sanno cantare?
Non si sa nulla!

Marco Polo, nel 1296, descrisse questo popolo, come una delle tribù più violente e selvagge dell’Asia, capace di uccidere e mangiare qualsiasi intruso che si trovasse nel loro territorio. Mentre la loro inclinazione al cannibalismo non è mai stata confermata, niente è cambiato nell’isola remota  e tutt’ora la tribù vive nell’Età della PietraSenza titolo-1 copia. Le loro origini sono incerte, e la loro lingua è incomprensibile agli estranei. Hanno il fuoco, ma non è chiaro se lo sappiano creare o debbano aspettare i fulmini. Hanno modellato armi e utensili  da pezzi di rottami che si sono trovati sulle loro spiagge. A quanto pare dalle foto satellitari non praticano l’agricoltura  e vivono prevalentemente come cacciatori-raccoglitori. Si cibano di pesce, frutti, tuberi, maiali selvatici, lucertole e miele.

La nazione da cui dipendono negli ultimi vent’anni ha imposto una zona cuscinetto di 3 miglia marine intorno all’isola per tenere lontano sia i curiosi; ma anche noti esploratori e antropologi come Jacques Cousteau e Claude Lévi-Strauss.

Le visite all’isola hanno ormai cessato. Anche se ancora si verificano incontri accidentali. Le ultime notizie che si hanno sono risalenti al 2006; quando la barca di due pescatori di granchi a cui  si è rotta la corda dell’ancoraggio ha raggiunto l’isola da cui non hanno fatto piu’ritorno.

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